Angelo Raffaele Turetta

 

 

Angelo Raffaele Turetta, nasce ad Ancona nel 1955, ed è uno dei più apprezzati fotografi di scena del cinema italiano. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma, inizia la sua carriera fotografando l’avanguardia teatrale degli anni ’70 e ‘80. Nel 1982 comincia la sua collaborazione con l’Agenzia Contrasto, per la quale lavora realizzando reportage su temi sociali e di attualità, sia nazionali che internazionali. Di grande rilievo i suoi lavori romani su temi quali l’emigrazione, la prostituzione, l’emarginazione e le feste private dell’alta borghesia. Un lavoro a lungo termine nelle zone ad altissima densità criminale. E’ il 1988 quando inizia il suo lavoro come fotografo di scena per il cinema. Molto importante il suo rapporto con Marco Tullio Giordana, per il quale segue tutti i film dai I00 cento passi in poi. E’ stato più volte vincitore del Concorso Nazionale per Fotografi di scena del Centro Cinema di Cesena e nel 2001 ha vinto anche il primo premio nella sezione “Arte” del World Press Photo con un’immagine surreale scattata durante una pausa di lavorazione della serie televisiva La Piovra. Insegna fotogiornalismo all’Istituto Europeo di Design e conduce seminari in scuole e festival di fotografia. Il Festival di Annecy gli ha dedicato due importanti mostre, con l’esposizione di circa cento fotografie realizzate sui set di Quando sei nato non puoi più nasconderti e La meglio gioventù. Molte le mostre dedicate a Turetta dal Centro Cinema Città di Cesena.

 
 

Ecco cosa faremo insieme

La realtà vista dalla macchina fotografica può diventare diversa da quella che si vede naturalmente attraverso l'occhio umano. Il reale ritenuto solido e sicuro può essere trascinato verso una deriva visiva distruggendo l'ordine codificato e ricomponendolo in modo sorprendente, diverso ed enigmatico. Proveremo insieme a calarci nelle viscere di questa città per gurdarla attraverso il mirino delle nostre macchine ma con lo scopo di abbatterne i luoghi comuni e di restiturne una visione intima e carica delle emozioni, come quelle che tutte le città del sud restituiscono al narratore.